17 Novembre 2016

RETE ‘SALVABIMBI’, A BOLZANO IL CORSO PER I MEDICI SENTINELLE DEGLI ABUSI

Bolzano, 17 novembre  2016 –   Prosegue in Trentino Alto Adige il progetto lanciato e sostenuto da Menarini, in collaborazione con Telefono Azzurro, la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e l’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), per la creazione su tutto il territorio nazionale di una rete antiabusi sui bimbi di 15mila pediatri e medici di base. E’ a Bolzano la tappa prevista domani e sabato per  la formazione medica della rete e saranno circa 50 i professionisti che riceveranno, da colleghi trainers già precedentemente formati sul tema,  strumenti clinici e giuridici per riconoscere e intercettare i segnali delle violenze sui bambini.In questa regione non sono attualmente disponibili dati recenti sull’incidenza di questi casi sui piccoli pazienti pediatrici, ma anche con statistiche alla mano si tratterebbe di un fenomeno probabilmente sottostimato. Le sofferenze dei bambini vittime di episodi così dolorosi restano spesso coperte dal silenzio ed è per questo che Menarini, Telefono Azzurro, la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e l’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI) si sono impegnate per la creazione su tutto il territorio nazionale di una rete antiabuso.

Il progetto della rete antiabuso è sostenuto con un investimento di un milione di euro da Menarini ed è stato lanciato a maggio scorso. Le tappe precedenti della formazione per i medici sono state a Firenze, Palermo, Foggia.

Questo è un grande progetto, unico nel suo genere, che vede unita la Pediatria italiana”– ha commentato Paola Miglioranzi, pediatra di Famiglia di Verona, responsabile scientifica del progetto per la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).“La formazione e la condivisione di un linguaggio comune sono i primi passi di un percorso che mira
alla creazione di una rete di collaborazione pediatrica in prima battuta e multidisciplinare in seguito. Importante è il riconoscimento e la prevenzione non solo dell’abuso sessuale ma anche di quelle forme di abuso più subdole, e comunque frequenti, quali il maltrattamento psicologico e la violenza assistita. I disagi che vivono i nostri bambini in queste situazioni lasciano segni indelebili non solo nell’infanzia ma anche nella vita adulta. L’interesse finora dimostrato dai colleghi ci sostiene nell’impegno
.”
Iniziativa ambiziosa ma realizzabile grazie alla dedizione e all’entusiasmo di un gruppo di pediatri che svolgono con amore e passione il loro lavoro. Come diceva Einstein “il mondo è cattivo non tanto per le persone che fanno il male quanto per quelle che vedono e non fanno nulla”, noi dobbiamo diventare nella nostra regione “pediatri sentinella”, attivi nella lotta contro il maltrattamento del bambino, per riconoscere queste situazioni e prendere in carico il più precocemente possibile i bambini vittime di abusi ” hanno dichiarato Lorena Filippi, pediatra di famiglia della provincia di Trento e referente regionale del progetto per il Trentino,  e Vesna Murganic, pediatra di famiglia della provincia di Bolzano, referente regionale del progetto per l’Alto Adige.

Menarini ha elaborato l’idea di creare questa rete in  Italia con l’intento di moltiplicare le “sentinelle” degli abusi regione per regione. E’ un progetto unico al mondo nel suo genere: le maglie della rete saranno i medici che ricevono una formazione ad hoc su queste tematiche purtroppo scottanti ma anche  così attuali per i numerosi fatti di cronaca legati alle violenze sui bambini. Il progetto rende l’Italia d’esempio per tutti gli altri paesi nel mondo, in quanto rappresenta un punto di partenza di un programma internazionale promosso dall’International Center for Missing and Exploited Children (ICMEC)” interviene Domenico Simone, membro del CDA Menarini. “E’ un impegno di grande valore sociale il nostro e ci auguriamo che consentirà di prevenire e contrastare con maggiore efficacia dei potenziali nuovi casi di maltrattamenti sui minori e di salvaguardare la loro serenità.”

 L’obiettivo del progetto è evitare che situazioni di violenza e abusi rimangano nel silenzio“, spiega Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, docente di Neuropsichiatria Infantile e membro del board di ICMEC, “I pediatri svolgono un ruolo chiave nel percorso di crescita sana ed equilibrata del bambino e sono il primo punto di contatto con il sistema sanitario, ma soprattutto il punto di riferimento e di fiducia a cui l’intera famiglia affida i propri bambini negli anni più delicati. Per questo hanno più occasioni per riconoscere e cogliere i segnali di disagio inespressi. Il pediatra però è solo un membro di una rete più ampia di collaborazione che si deve instaurare sul territorio, insieme ad altre realtà come ospedali pediatrici, servizi di assistenza sociale, forze dell’ordine e scuole. Telefono Azzurro mette al servizio del progetto competenze specifiche, maturate in trent’anni di esperienza nell’ascolto e nella tutela di infanzia e adolescenza, con l’obiettivo di formare adeguatamente i pediatri nel riconoscimento dei fattori di rischio e dei segnali di sospetto abuso”.