11 Novembre 2016

LA RETE DEI MEDICI SALVABIMBI ARRIVA A FOGGIA

Foggia, 11 novembre 2016 – Giunge a Foggia la rete dei medici salvabimbi, un progetto di formazione che sta diffondendo ai medici pediatri, nelle varie province italiane, gli strumenti conoscitivi per affrontare casi di sospetti maltrattamenti e abusi sui bambini.
I medici pugliesi formati sabato 12 novembre saranno oltre 50, e diventeranno “sentinelle degli abusi” per altri colleghi che a loro potranno far riferimento per consultazioni e decisioni operative. Il progetto è lanciato e sostenuto da Menarini, con un investimento di un milione di euro.  In collaborazione con Telefono Azzurro, la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e l’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), sarà creata su tutto il territorio nazionale una rete antiabusi di  un totale di 15mila tra pediatri e medici di base.E’ molto positivo il vivo interesse e l’atteggiamento fortemente costruttivo dei pediatri italiani man mano che il progetto va avanti. Siamo molto soddisfatti dei risultati formativi e del fatto che su queste tematiche si stia creando, grazie alla forte sinergia tra FIMP e SIP, una seria integrazione ospedale-territorio” ha affermato Luigi Nigri, responsabile del progetto per la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e trainer del corso odierno.

Per noi pediatri impegnarci in questo progetto è stato emozionante in quanto abbiamo potuto unire all’amore per la pediatria e per la professione i sentimenti ed il senso di responsabilità che ogni genitore prova per i propri figli come per tutti gli altri bambini” ha sostenuto Francesca Lattanzio, pediatra presso l’Asl Barletta-Andria-Trani e responsabile del progetto per la Puglia del nord e per il Molise.

“L’abuso sui minori, fenomeno spesso sommerso ed invisibile, è in continua espansione, perciò è importante che il pediatra sia in grado di riconoscere i segni dell’abuso sin dall’inizio a garanzia del benessere fisico e psichico del minore” ha aggiunto Elisabetta Quaranta, pediatra, componente del direttivo regionale della FIMP Puglia e tra i docenti del corso.

Lo scopo di Menarini, che sostiene in toto il progetto rete dei medici salvabimbi, è prevenire storie di violenza sui bambini che non vorremmo mai sentire. Per fare questo diffonderemo la formazione della rete antiabusi in numerose province italiane, lo abbiamo fatto con Firenze, Palermo, proseguiamo con Foggia – ha sostenuto Domenico Simone, membro del CDA Menarini -. Purtroppo rispetto ad eventi così drammatici che riguardano i bambini non esistono province virtuose, e quindi è necessaria la formazione dei medici che sono più a contatto con i piccoli, siano essi pediatri o medici di famiglia, per contrastare questi episodi che restano il più delle volte sconosciuti ma distruggono dignità, libertà e vitalità dei bambini. Siamo perciò orgogliosi di sostenere un progetto, unico nel suo genere, che rende l’Italia d’esempio per tutti gli altri Paesi e punto di partenza di un programma internazionale promosso dall’International Center for Missing and Exploited Children (ICMEC).”

L’obiettivo del progetto rete dei medici salvabimbi è evitare che situazioni di violenza e abusi rimangano nel silenzio“, spiega Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, docente di Neuropsichiatria Infantile e membro del board di ICMEC. “I pediatri svolgono un ruolo chiave nel percorso di crescita sana ed equilibrata del bambino e sono il primo punto di contatto con il sistema sanitario, ma soprattutto il punto di riferimento e di fiducia a cui l’intera famiglia affida i propri bambini negli anni più delicati. Per questo hanno più occasioni per riconoscere e cogliere i segnali di disagio inespressi. Il pediatra però è solo un membro di una rete più ampia di collaborazione che si deve instaurare sul territorio, insieme ad altre realtà come ospedali pediatrici, servizi di assistenza sociale, forze dell’ordine e scuole. Telefono Azzurro mette al servizio del progetto competenze specifiche, maturate in trent’anni di esperienza nell’ascolto e nella tutela di infanzia e adolescenza, con l’obiettivo di formare adeguatamente i pediatri nel riconoscimento dei fattori di rischio e dei segnali di sospetto abuso“.